La Stampa/RobertoPapini nasce a Milano nel 2007 Una neo-avanguardia della cultura

75687687-06B8-44BA-A4EE-950E364C332DArting159 nasce come luogo d’incontro fra letterati, scrittori, poeti, artisti nelle arti varie, musicisti, politici e personalità del mondo economico e sociale, volli rubare lo stile delle frequentazioni della casa di Corso Venezia dei Sarfatti, dove si incontravano: Pirandello, Wildt, Medardo Rosso,Luigi Russolo, Funi, Todi, Sironi, Bucci, Alberto Salietti, questo succedeva nel salotto del Novecento e queste frequentazioni condizionarono il dibattito culturale del tempo.
Nel 2007 frequentando dei circoli artistici sul Naviglio Grande a Milano, volli delineare un moderno sistema dell’ arte che vedeva coinvolti galleristi, critici, curatori, artisti vari. Volevo catturare l’attenzione di un pubblico di strada non più borghese ma amante del bello che volesse in casa non più una stampa dell’Ikea ma un’ opera autentica ed originale. Inizialmente volli che critici e giornalisti firmassero articoli dedicati alla mia Galleria d’arte chiamata Arting159, tutti mi chiedevano il perché avessi scelto questo nome, ed io presi una pagina intera sul Sole 24 Ore a Febbraio 2012 per spiegare l’essenza di quei numeri che sono ancora oggi la mia carta d’identità.
Volli pure che critici scrivessero le introduzioni dei Cataloghi delle prime mostre, tutte esposizioni in “personale”.
Volevo che le persone partecipanti ai vernissage e agli incontri culturali, condividessero le nuove tendenze con posizioni teoriche non troppo distanti basati sul recupero della condivisione di idee affinché diventassero progetti condivisi.
Volevo un’ avanguardia, essere con l’ arte, la cultura nelle arti ed i suoi protagonisti tutti, nel Mondo; tra Londra e New York.
Volevo uno stile collettivo che unificasse, pur con le proprie individualità, i maggiori artisti del tempo.
Capii che l’ Italia nel 2010 era troppo compressa per dare spazio a sogni d’espansione e quindi decisi insieme a degli artisti associati al movimento Arting159, di fare mostre in Cina, Stati Uniti, Francia, in fiere d’arte contemporanea.
Volevo rappresentare lo Stato dell’arte in Italia, l’attenzione per la produzione dell’arte contemporanea.
Oggi a distanza di dieci anni continuo a battermi gomiti a gomiti con chi con me crede nella bellezza e nella ricerca quotidiana per dar vita a delle idee per ideali di chiarezza e semplicità.

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Arting159 was born as a meeting place for writers, poets, artists in various arts, musicians, politicians and personalities of the economic and social world, stealing the style of the home of Corso Venezia dei Sarfatti, where they met: Pirandello, Wildt, Medardo Rosso, Luigi Russolo, Funi, Todi, Sironi, Bucci, Alberto Salietti, this happened in the living room of the twentieth century and these frequentations influenced the cultural debate of the time.
In 2007, attending artistic circles on the Naviglio Grande in Milan, I wanted to outline a modern art system that involved gallerists, critics, curators, various artists. I wanted to capture the attention of a street public no longer bourgeois but a lover of the beautiful who wanted at home not an Ikea press but an authentic and original work. Initially, I wanted critical journalists to sign articles dedicated to my art gallery called Arting159, everyone asked me why I chose this name, and I took a full page on Sole 24 Ore in February 2012 to explain the essence of those numbers that I’m still my ID card today.
I also wanted critics to write the introductions of the Catalogs of the first exhibitions, all exhibitions in “personal”.
I wanted the people involved in the vernissages and the cultural meetings to share the new tendencies with not too distant theoretical positions based on the recovery of the sharing of ideas so that they could become shared projects.
I wanted avanguard, to be with art, culture in the arts and its protagonists all, in the world between London and New York.
I wanted a collective style that would unify, with its own individuality, the major artists of the time.
I realized that in 2010 Italy was too compressed to give room to dreams of expansion and therefore decided together with artists associated with the Arting movement159, to make exhibitions in China, United States, France, in contemporary art fairs.
I wanted to represent the state of the art in Italy, the attention to the production of contemporary art.
Today, after ten years, I continue to rub elbows with whomever with me he believes in beauty and in daily research to create ideas for ideals of clarity and simplicity.

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