La Stampa/RobertoPapini: Le opere d’ arte non sono “brands” modaioli come fossero “ bombe per la massa”.

25E82BE8-B6F5-4C31-A71A-363A26B29C4EPensieri di Roberto Papini

Milano, 03 Febbraio 2019

Tutto usa praticare la moda per fare arte, moda che vive nella velocità dei selfie di smartphone ormai tatuati sulla nuca di una mediocrità pubblica,che fruisce alle informazioni di Google nella mortificazione della sua più bassa erudizione culturale, moda che osserva contemporaneamente la poco sensibile moda pensando nella totale demagogia di essere arte.

È in definitiva un confine molto labile, ma che fa capire come l’arte e la moda compongano un progetto visivo contemporaneo, per chi vuole fare business sulla pelle della mediocre massa massificata dalle “bombe a mano” dei brand nel fashion, mi sento impoverito da questa assurda e stupida idea, anche per il fatto che “arte” vuole pure dire “pezzo unico” ed esclusivo per quel mondo del collezionismo che ha contribuito a dare vita alla storia dell’ arte.

La moda, forse a causa del periodo di crisi, non è più solo passerella di cosce scosciate nel vuoto nel nulla dilagante, ma ricerca; attenta, nuove proposte di qualità e coraggio rivolte ad un mercato difficile, capace di attrarre buyer internazionali sempre più esigenti; nonostante l’importanza che ha il digital sulle griffe, la stessa velocità di comunicare, il fast fashion, l’uso del tablet per velocizzare e veicolare tutto, importanti cambiamenti di tendenza: la rivoluzione del concetto di estetica e di gusto, e, l’abbinamento della Moda con l’Arte, concetto sposato totalmente anche dai brand come Dolce & Gabbana, Louis Vuitton per i quali il luogo comune è minuziosa ricerca, artigianalità, rigore del bello.

Tra gli artisti comprati dal fashion Jeff Koons , una delle voci “marketizzate” del mondo dell’arte in Italia e nel mondo: ha presentato un suo progetto inedito sull’accessorio borsa “sospeso” sul filo dell’arte. L’artista, coerente con un percorso di speculazione e poca unicità della forma e modernità del materiale, è mosso dalla curiosità che lo stimola a cercare concetti poco inusuali, direi banali, secondo una sofisticazione che porta all’industrializzazione poco originale del prodotto.
Jeff Koons ha creato negli ultimi dieci anni manufatti – in ceramica, in bachelite, alluminio, che hanno come elemento diversificatore lnella storia dell’ arte, la creazione di un prodotto UGUALE, l’arte abbinata alla ricerca dell’oggetto, per aprire non una nuova strada, che nell’arte dovrebbe essere unica e originale, e, non mostrare una scarsa qualità creativa, morto la vergogna non rimane più nulla, solo il business dei brand.

Una vita vissuta nell’arte, quella di Jeff Koons , per concepire in maniera viva, originale, eclettica, un accessorio utile, che fa moda, ” il marketing “, ma che non è in sintesi un’opera d’arte, ma solamente un foodfashion arrogante.

Non vedo nei lavori degli artisti una tecnica innovativa che entra nel bagaglio di idee d’artista, che genera l’emozione di una cosa unica, vedo un’espressione con tanti limiti che ha come tema la curiosità della borghesia di massa, massificata nel “sistema arte”.

Opere con un determinato tempo, attuali, per esprimere la personalità della cultura d’oggi, che e’ un indebolimento del culto.
Del resto la cultura dell’anima e’ sparita da tempo, oggi la cultura e’ idiolatria dell’uomo per se stesso.

Oggi gli artistoidi non vendendo nella loro poca qualità creativa:” quadri, fotografie, sculture”, usano materiali sicuramente di altissima qualità, metallerie preziose fatte in oro, pietre, gioielli che applicano su tutti i tessuti: si potrebbero chiamare contaminazioni d’autore oppure semplicemente il modo di vivere un’ opera d’arte, non solo appesa a un chiodo in casa o in galleria, ma direttamente alla fine della Via.

Paul Valery questo genere di arte la definirebbe (Barbarie), citando < non c'è nessuna profondità che sia in relazione con qualche infinito>.
L’opera d’arte assoluta non e’ una griffe di moda, non segue sistemi piramidali di Ponzi, ma, il culto dei morti nelle loro “IDEE”.
Assisto da mai nato, la storia di una discesa verso gli inferi.

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