Il Giornale/ RobertoPapini: Lo storico d’ arte e giornalista Daniele Martina intervista RobertoPapini.

6A1CC5CF-39D4-403D-86D6-4FB1E7FDF6D2Roberto Papini è un imprenditore, nato in una famiglia di collezionisti, da sempre in contatto con il mondo dell’Arte, con la “A” maiuscola. Esperto d’arte, collezionista, dopo aver chiuso la sua azienda, da anni si occupa di arte a livello nazionale e internazionale.
Presidente e amministratore di Arting159, galleria d’arte e associazione culturale, fondata nel 2007, con l’obbiettivo di promuovere i nuovi talenti artistici e di diffondere la cultura. Inoltre considerevole è il progetto della creazione di una fondazione con il contributo dei singoli collezionisti che vogliano condividere opere d’arte importanti, creando cultura e partecipazione intorno al mondo dell’arte. La dicitura Arting159 non è casuale, ma è stata ben studiata dal suo fondatore: con la particella “ing”, di origine anglosassone, si vuole intendere quale centro di coordinamento in continuo movimento e azione; anche i numeri hanno un significato ben specifico “1”, “5” e “9” sono rispettivamente simboli di unicitĂ , umanitĂ  e creazione. Arting159 è un nuovo progetto, la cui forza e il valore consistono nell’intento di rendere la dimensione artistica sempre piĂą presente e partecipabile. Progetto possibile grazie all’ardita passione per l’arte e alla consolidata capacitĂ  di gestione manageriale.
Quella di Roberto Papini è una ricerca costante degli artisti, dietro la quale si sviluppa un vero e proprio percorso conoscitivo dell’artista. Secondo Roberto Papini “bisogna analizzare l’artista a 360°”, è necessario toccare da vicino l’artista: visionare i suoi lavori, intervistarlo, essere dentro il suo atelier, analizzare il suo percorso espositivo, studiare le precedenti recensioni critiche, e da qui proseguire un percorso critico e personale dell’artista. Dietro ogni oggetto si nasconde un significato. Ogni spettatore deve pensare l’opera a modo suo, l’osservazione deve essere legata ad un pensiero soggettivo. Di fronte ad un’opera affiorano vari pensieri. Ogni interpretazione è legata all’umanitĂ  dell’artista, al suo io interiore.
Per poter conoscere un quadro, devi conoscere non solo l’artista, ma anche la sua vita e il periodo in cui è vissuto. Fondamentale dunque è la contestualizzazione storica, così come la catalogazione delle sue opere d’arte al fine di aumentare il valore culturale attorno alla figura dell’artista. La capacità interpretativa di uno storico e critico d’arte porta a creare un legame tra l’artista, la sua vita e il periodo storico. Abilità che l’imprenditore Roberto Papini ha saputo sviluppare grazie alla sua profonda passione per l’arte. La volontà di Roberto Papini di far partire progetti culturali ad ampio raggio, coinvolge sia le sedi di istituzioni culturali pubbliche e private in città quali Milano, Firenze e Torino, sia la regolare partecipazione ad importanti eventi fieristici internazionali.
– Roberto Papini, la sua idea di artisti e il ruolo dei critici e curatori d’arte:
Viviamo in un periodo storico di surplus di prodotti, di cui solo la qualitĂ  ha il miglior riscontro.
Secondo Roberto Papini, gli oggetti d’arte escono direttamente dai laboratori di artigiani; fanno arte ed appartengono al mercato dell’arte solo quelli che vengono realmente riconosciuti artisti da un pubblico di professionisti.
Il curatore e il critico d’arte sono coloro che decidono di scommettere su un determinato artista e lo promuovono, realizzando una sua mostra e scrivendo un’analisi critica. L’Italia è fatta di grandi artigiani, ma pochissimi sono artisti, e così Roberto afferma “oggi abbiamo circa ottocentomila artisti dichiarati, di che cosa stiamo parlando, in realtĂ  non abbiamo avuto in Italia piĂą di dieci “Talenti” negli ultimi 100 anni , inoltre, dall’altra parte, c’è la borghesia di massa, quella del turismo culturale, che visita i musei e le mostre, “che si reputa esperta d’arte, ma concretamente non sa nulla dell’arte”. La cultura, l’arte, è per “la borghesia d’élite, che appartiene al mondo dell’arte, perchĂ© al contrario della borghesia di massa, non consuma l’arte, ma la vive” prosegue Papini. I collezionisti usufruiscono sì del piacere di possedere un’opera d’arte, e allo stesso tempo ne muovo il mercato. Ai tre vertici di un triangolo si posizionano dunque gli artisti, i galleristi d’arte e i critici d’arte, il cui principale ricettore è proprio il pubblico d’élite. Il mondo dell’arte per funzionare deve essere fatto da professionisti del settore0C2BBFEB-A195-4F99-8539-DC2B7B79000A

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