Il quotidiano Il Secolo XIX: la vita di un critico d’ arte Gallerista.

56E0BC6D-0B17-4C62-9613-380B30892F6EPensieri di Roberto Papini
05 Febbraio 2019, Milano

“ TERZA lezione magistrale. “

L’ arte non può essere riferita, non si può dare una storia dell’arte e’ intestimoniabile, non si può raccontare ciò che si è visto e udito a museo, il significato è un sasso in bocca al significante diceva Jacques Lacan.
Lo psicoanalista francese Jacques Lacan, accostatosi allo strutturalismo linguistico di de Saussure e antropologico di Lévi-Strauss, rompe con l’ortodossia freudiana e inaugura un nuovo modello psicoanalitico, con una forte valorizzazione dell’inconscio, a cui attribuisce una natura essenzialmente linguistica. In particolare, Lacan sottolinea il rapporto arbitrario fra significante e significato: il significante è un segno qualsiasi, privo di contenuto proprio, che prende valore solo nella relazione con altri significanti, nel contesto della catena strutturata dei significanti.
Il senso si dà in siffatta catena e non nella corrispondenza puntuale significante, pertanto l’ingresso dell’uomo nella società e nella cultura è sempre alienante, perché i significanti culturali sono sempre arbitrariamente in rapporto con i loro originari significati biologici e pulsionali. Con questi concetti Lacan rilegge anzitutto i meccanismi con cui l’inconscio, deformando le rappresentazioni, produce i sogni, i sintomi, i lapsus.
Arte e’ tutto ciò che non si comprende, e quindi non può essere “mia” nel senso del soggetto, lo spettatore deve essere in balia, l’arte e’ stata nell’atto, la presenza e’ solo assenza.
La lettura come non ricordo, una pagina letta e’ una pagina che ritorna ad essere bianca,
L’occhio e’ ascolto, noi siamo un corpo e non abbiamo un corpo diceva Gilles Deleuze, in quanto non siamo. Consiglierei a tal proposito la lettura di “ Cosa può un corpo” lezioni su Spinoza e “ L’ Isola deserta” sempre di Gilles Deleuze.
La prima, fondamentale ragione è l’aspetto terapeutico che oggi riveste l’opera di Spinoza: in un’epoca caratterizzata dal governo politico delle passioni tristi, la sua lettura è liberatoria per la sua capacità di andare alla radice delle servitù che imprigionano le menti e i corpi.
L’Arte e’ consolatoria e sempre più decorativa, per essere nell’abbandono di fronte all’intelligenza bisogna essere estremamente stupidi.
Albert Einstein citava:< a me la cosa peggiore in una scuola sembra l'uso di metodi basati sulla paura, sulla forza e sull'autorità artificiosa>, un tale trattamento distrugge i sentimenti sani, la sincerità e la fiducia in se stesso dell’allievo, produce dei soggetti sottomessi.
È relativamente semplice tenere la scuola lontana da questo gravissimo male, date all’insegnante il minore numero possibile di mezzi coercitivi, così che l’unica fonte di rispetto da parte dell’allievo sia costituita dalle qualità umane e intellettuali dell’insegnante stesso.
“Ci sono cose che devono restare inedite per le masse anche se editate”. Pound oppure Kafka diffusi su Internet non diventano più accessibili, al contrario quando l’arte era ancora un fenomeno estetico, la sua destinazione era per i privati, < un Diego Rodríguez de Silva y Velázquez, solo un principe poteva ammirarlo>. Da quando è per le plebi, l’arte è diventata consolatoria. L’abuso d’informazione dilata l’ignoranza con l’illusione di azzerarla. “Del resto anche il facile accesso alla carne ha degradato il sesso”.
Mi sono fatto attraversare da Immanuel Kant, del bello non esiste una scienza, ma solo una critica; neppure esiste una bella scienza, ma solo una bella arte. In una scienza del bello, infatti, si dovrebbe decidere scientificamente, cioè con ragionamenti dimostrativi, cosa vada considerato bello o meno; ma così il giudizio sulla bellezza, se appartenesse alla scienza, non sarebbe un giudizio di gusto.DEC2D424-975E-4A3A-90FB-EFF1CCAA5402

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